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A forma di mamma

I benefici dell’allattamento al seno, una nuova ricerca

Nell’ultimo decennio le mamme sono state spesso informate sui benefici che l’allattamento al seno procura tanto ai loro bambini quanto a loro stesse.
Allattare in modo naturale i neonati almeno nei primi sei mesi di vita porta vantaggi da numerosi punti di vista, da quello della salute a quello emotivo, tanto che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) lo sostiene anche allo scopo di evitare centinaia di migliaia di decessi di bambini all’anno.
Closeup of Mother Breast Feeding Her Baby

I benefici dell’allattamento al seno: 800.000 decessi infantili in meno

 

La nuova ricerca Breastfeeding,  i cui risultati giungono a promuovere l’allattamento al seno, è finanziata dalla Fondazione Bill e Melinda Gates e dalla Wellcome Trust britannica. Pubblicata nel gennaio 2016, si basa su una raccolta di dati eccezionale, coinvolgendo migliaia di donne in 164 Paesi. Le conclusioni a cui giunge sono in linea con quelle dell’OMS e, anzi, dicono di più: grazie all’allattamento naturale ogni anno si potrebbero salvare le vite di più di 800.000 bambini (l’87% dei quali sotto i 6 mesi di età) e ridurre di 20.000 casi le morti per tumore alla mammella.

 

Sono dati che non valgono solo per i Paesi più poveri o in via di sviluppo, ma anche per quelli più ricchi, le cui politiche sanitarie dovrebbero fare di tutto per incentivare l’allattamento al seno. Si pensi infatti che nel mondo i bambini che vengono allattati al seno in modo esclusivo per i primi 4 mesi sono meno del 35%, ma nei paesi ricchi la media è di un bimbo su 5. Eppure, oltre alle stime di riduzione dei decessi di donne e bambini sopra evidenziate, sono moltissimi i vantaggi che l’allattamento naturale regala. Eccone tre molto importanti.

 

Allattamento al seno, una protezione contro la “morte in culla”

 

Negli anni passati alcune ricerche hanno evidenziato che grazie all’allattamento materno i casi di “morti in culla” (SID, Sudden Infant Death Syndrome) si riducono di più di un terzo. Nei paesi industrializzati è questa la prima causa di decesso nel primo anno di vita dei bambini nati sani  (e del 90% delle morti sotto i 6 mesi) e molto si è fatto per evidenziare i fattori di rischio e i comportamenti da adottare per ridurne l’incidenza. L’azione protettiva dell’allattamento materno è dimostrata: per i piccoli allattati al seno il pericolo di SIDS è inferiore, forse perché il sonno del bambino nutrito al seno è più leggero e i risvegli più frequenti impediscono lo stato di sonno profondo, che è quello in cui si verifica la morte in culla.

 

Allattamento al seno: un aiuto importante per i prematuri

 

I nati prematuri possono trarre grande giovamento dal latte materno. Questo alimento naturale non solo riduce le possibilità di intolleranza, più frequente con il latte artificiale, ma svolge anche un’azione protettiva nei confronti delle infezioni, più frequenti nel prematuro vista anche l’invasività dei trattamenti cui viene sottoposto. Inutile poi sottolineare l’importanza dell’allattamento naturale per l’instaurarsi del legame con la mamma – dalla quale il piccolo si è bruscamente e prematuramente separato e del cui contatto ha più che mai bisogno – e la funzione di stimolo per lo sviluppo neuro-motorio. Infine, è dimostrato che il latte materno riduce del 58% i casi di enterocolite necrotizzante,  una patologia della mucosa o anche degli strati più profondi della parete intestinale che riguarda spesso i nati prematuri.

 

Allattamento al seno e prevenzione dell’obesità infantile

 

Ipertensione, diabete, obesità sono patologie comuni nella popolazione italiana. La prevenzione dell’obesità, causa della gran parte dei casi di ipertensione, deve essere quindi iniziata il più presto possibile, fin dalla vita intrauterina e nei primi mesi di vita del bambino. In questa attività di prevenzione, l’allattamento naturale ha un posto speciale per il suo ruolo nel modulare naturalmente l’acquisizione di “percorsi” ottimali del metabolismo del bambino, che tendono a persistere con evidenti benefici a lungo termine. Anche la durata dell’allattamento al seno esclusivo è importante: se protratto fino ai 6 mesi è protettivo nei confronti dello sviluppo dell’obesità fra i 2 e i 9 anni di età. Ciò pare dovuto alla diversa composizione del latte artificiale rispetto a quello umano, in particolare alla sua quota proteica più elevata.

 

Nel nostro Paese

 

In Italia le neomamme mediamente allattano in modo esclusivo al seno per poco più di quattro mesi e, come in quasi tutti i paesi industrializzati (con le solite eccezioni dei Paesi scandinavi), dopo l’anno di vita del bambino la percentuale si riduce drasticamente. E’ evidente, anche alla luce delle ricerche scientifiche, che occorre agevolare il percorso delle neomamme verso l’allattamento dei propri bambini, sia con nuove regole sul congedo di maternità sia con un’azione di sensibilizzazione, corretta informazione e sostegno, strutturata e capillare sull’intero territorio nazionale.

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