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A forma di mamma

5 modi per stimolare i sensi del tuo neonato

I sensi del neonato iniziano a svilupparsi quando ancora si trova nel pancione. Il grembo materno è ricco di suoni, vibrazioni, odori, sapori e stimoli che nell’insieme concorrono a sollecitare il feto e i suoi sensi nascenti.
Dopo la nascita il neonato non è ancora pronto a percepire con precisione i dettagli del nuovissimo mondo che lo circonda, i suoi sensi risultano ancora piuttosto “rudimentali”: la vista è ancora limitata a un campo visivo ristretto, l’udito – abituato solo ai suoni attutiti che percepiva nel pancione – non coglie i rumori lontani, per non parlare di tutto un mondo di sollecitazioni tattili e olfattive che si apriranno a lui nei mesi successivi. I suoi sensi sono all’erta, ma sono solo parzialmente sviluppati e tutti da “allenare”.
Neonato che sorride

E’ dunque importante che i genitori, quando accudiscono il piccolo, si dedichino quotidianamente anche alla sua stimolazione sensoriale, predisponendo l’ambiente domestico, ma anche le attrezzature e l’abbigliamento del neonato, in modo da non ostacolare ma anzi da incentivare le sue primissime sperimentazioni tattili, olfattive, motorie e visive.

 

Nel rispetto ovviamente delle naturali tappe della crescita, sin dai primi mesi di vita mamma e papà agevoleranno e stimoleranno nel proprio bambino l’attività di scoperta di sé e del mondo esterno, facendo attenzione a non anticipare le sue azioni e dimostrando fiducia nel suo ‘fare’.

 

Quelle che indichiamo di seguito sono dunque alcune semplici attività da sperimentare con i bambini di pochi mesi, proprio con l’obiettivo di sollecitare le loro abilità motorie e sensoriali. La premessa importantissima è comunque che l’efficacia di ogni gioco (o giocattolo) con cui il bambino si mette alla prova in questa fase della vita, ma anche successivamente, dipende in buona parte dalla relazione umana che si instaura durante tale esperienza: la condivisione e la mediazione di un’attività da parte di un genitore è fondamentale, poiché è nella dimensione relazionale che il bambino inizia a confrontarsi positivamente con il mondo.

 

Il tuo volto, la cosa più bella per allenare la vista del neonato

 

Al momento della nascita il neonato può già vedere, anche se il suo raggio visivo è di soli 30 centimetri circa. A ben pensarci, questa è la distanza a cui si pone il volto della mamma quando nutre il suo bambino, un momento privilegiato di comunicazione tra i due. Se dunque si vuole stabilire una relazione con gli occhi del neonato, per entrare nella sua sfera visiva sarà necessario avvicinare il nostro viso al suo, ovviamente sorridendo, guardandolo e parlandogli con dolcezza. Se poi collocherete anche un oggetto in questo campo visivo, fatelo lentamente e in modo che risulti come una presenza gradevole e positiva ai suoi occhi, quindi ricorrendo a giochini dalle forme semplici e arrotondate e dai colori delicati.

 

La tua voce, per stimolare il linguaggio e l’udito

 

I momenti di comunicazione con il genitore devono coinvolgere tutti i sensi del neonato. Dopo quello della vista, l’udito è il suo senso più evoluto e sin da subito è necessario stimolarlo, poiché da esso dipende lo sviluppo successivo del linguaggio. Mamma e papà devono dunque parlare spesso al proprio bambino, usando tanti toni di voce, recitando filastrocche, modulando una musica o cantando una canzoncina, sfruttando i momenti in cui il piccolo è sveglio e in cui viene accudito, come durante il bagnetto o il cambio del pannolino. Sarà verso i 5 mesi che inizierà a girarsi verso la persona che parla.
E’ possibile sollecitare l’udito del piccolo anche facendo risuonare intorno a lui degli oggetti, con l’accortezza però di non produrre rumori violenti che lo possano spaventare: pentole, coperchi e cucchiai, ad esempio, sono strumenti efficaci per la stimolazione uditiva, ma è opportuno utilizzarli dopo i 6 mesi. Prima è meglio ricorrere a sonaglini, carillon e giocattoli musicali progettati per incuriosire o distrarre il piccolo senza creargli stress.

 

Un tappeto per creare la sua prima palestrina

 

Verso i 4-5 mesi il neonato oltre a muovere le manine inizia ad afferrare le cose intorno a sé. E’ una conquista importantissima, perché afferrando scopre che le cose non solo hanno una forma e un colore, ma anche una dimensione tattile: potranno essere calde, fredde, dure, morbide, ruvide… Se consideriamo poi che anche il suo campo visivo si sta allargando, e che di lì a poco starà seduto, non possiamo che allestire un’area a terra tutta per lui, dove allenare i suoi sensi e i suoi movimenti. Basteranno un tappeto morbido e dei cuscini, su cui disseminare i suoi giochi, perché li esplori con le mani, ma anche con gli occhi, l’udito e la bocca, e perché coraggiosamente tenti una capriola dalla posizione prona o di stare seduto da solo con la schiena ritta.
Un tipico gioco offerto a quest’età ai bambini è il cestino dei tesori, facile da realizzare e sempre di grande effetto: basta prendere un contenitore facilmente esplorabile per il piccolo che gli si siede accanto e collocare al suo interno tutto ciò che vi sembrerà sicuro e stimolante per i suoi cinque sensi. Oggetti di materiali naturali, legno, metallo, gomma, stoffa, uova di legno da rammendo, anelli per tende, coperchi di metallo, scatoline di carta colorate… tutto al fine di offrire al bimbo un’esperienza sensoriale varia e le prime sperimentazioni dei nessi causa-effetto (“se lo faccio cade e fa rumore!”)

 

Giocare con l’aromaterapia per il suo olfatto

 

Anche se lo sviluppo del senso dell’olfatto avviene perlopiù nel periodo dello svezzamento (quindi dopo i 6 mesi), è importante che i genitori lo stimolino sin da subito nei bambini in quanto canale di conoscenza reciproca. Un contatto pelle a pelle non è infatti solo una questione tattile, ma coinvolge anche gli odori delle persone in contatto, tanto che il “profumo della mamma” è decisamente riconoscibile per il neonato.

Aldilà di questo canale comunicativo, l’olfatto apre al bimbo un mondo di altri odori, che dovrà conoscere con delicatezza e gradualità. Per esempio, è possibile avvicinare al suo nasino oggetti profumati come un fiore, un’erba aromatica, un pezzo di legno profumato… La conoscenza della natura potrà avvenire anche attraverso questo senso, così come il riconoscimento del benessere che alcuni profumi portano con sé.

 

Un libro da toccare

 

Non è mai troppo presto per avvicinare un bambino ai libri! Se la voce del genitore intenta nella lettura di una filastrocca o di una poesia lo potrà intrattenere e tranquillizzare, arriverà il momento in cui, stimolato dall’esempio, anche il bambino piccolo vorrà afferrare un libro con le sue mani. E’ un momento cruciale, da non perdere, perché da qui potrebbe iniziare la sua bellissima storia con le pagine scritte. Lasciate dunque che afferri i libri, ma regalandogliene di adatti a lui: libri che galleggiano, libri di stoffa, libri di cartone o libri a forma di animale… tutti per solleticare la sua curiosità e i suoi sensi.

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