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A forma di mamma

Fratelli così simili ma così diversi

Da chi ha preso il bimbo quel carattere?

 

Gli occhioni del papà, il nasino della zia e il sorriso del nonno? Tutto vero, per carità, ma solo fino a quando parliamo di aspetto fisico. Quando ci domandiamo da chi possa aver preso il temperamento, le cose cambiano perché, come si vedrà tra poco, l’ereditarietà deve lasciare spazio alle influenze ambientali, all’aspetto emotivo, affettivo, educativo e relazionale, tutti fattori legati alle sue esperienze di vita.

Sorelline sdraiate sul prato con le teste vicine

L’importanza dell’ambiente sul temperamento

 

Perché i fratelli pur condividendo gli stessi genitori e lo stesso ambiente familiare sono così diversi tra loro? La psicologa dello sviluppo Judy Dunn e Robert Plomin, un’autorità nel campo della genetica comportamentale, sostengono che l’ereditarietà può spiegare molte delle similarità fra fratelli, ma non è in grado di spiegare le differenze. Queste ultime sembrano invece rintracciabili nell’ambiente familiare diverso per ogni fratello. Uno dei risultati più importanti emerso dalla genetica del comportamento umano ci mostra l’importanza delle influenze ambientali sulla personalità e sullo sviluppo cognitivo. I risultati in questione appartengono alla ricerca pubblicata sul New York Times nel 1987 (Daniels, Denise, et al. Environmental differences within the family and adjustment differences within pairs of adolescent siblings. Child Development; 1985), in cui si spiega come mai due bambini nati dalla stessa famiglia possano essere tanto diversi tra loro. Ci sono anche tante altre ricerche che studiano le differenze tra fratelli e hanno confermato come l’ambiente condiviso sia responsabile della somiglianza tra fratelli, mentre l’ambiente non condiviso, ovvero le esperienze uniche e individuali (come il diverso trattamento dei genitori per i figli, l’ordine di nascita, il rapporto tra fratelli e la rivalità che può scaturire) siano responsabili delle differenze.

 

Perché i fratelli hanno caratteri diversi?

 

Avere un fratello significa trovarsi di fronte un rivale: come accettare di condividere l’amore dei genitori? Il modo in cui tale rivalità viene affrontata contribuisce alle differenze tra fratelli.
La domanda “perché i fratelli sono diversi?” sembrerebbe aver trovato finalmente una risposta. E la risposta, secondo le ricerche sopra citate è che i fratelli sono diversi perché sono diverse le vite che conducono dentro e fuori dalla famiglia e perché le differenze nel modo in cui i momenti di transizione (scuola, lavoro, matrimonio, ecc) vengono vissuti hanno un ruolo determinante nel formare le persone. Citando il dottor Plomin:

 

“l’ambiente non condiviso contribuisce in maniera sostanziale a determinare chi siamo a una data età ma è anche la causa principale del perché rimaniamo come siamo”

 

(Fonte: Pike, Alison, and Robert Plomin. Importance of nonshared environmental factors for childhood and adolescent psychopathology. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry 35.5, 1996: 560-570), possiamo riconoscere all’ambiente non condiviso extrafamiliare una grande responsabilità delle differenze tra fratelli. Un esempio su tutti: i bambini le cui madri avevano rivolto maggiore affetto ai fratelli, presentano un più basso sentimento di autostima rispetto a quelli che avevano ricevuto maggiore affetto. Per citare un’altra autorevole fonte, tratta dal bollettino dei professori della Normale di Pisa:

 

“Quello che siamo in ogni istante della nostra vita dipende dal patrimonio genetico che ci hanno trasmesso i nostri genitori al momento del concepimento, dall’ambiente in cui abbiamo vissuto, incluso quello culturale, e dai cibi di cui ci siamo nutriti.”

 

Quindi secondo i normalisti, attenzione anche al cibo!

 

Le differenze ambientali sul carattere dei gemelli

 

Secondo la ricercatrice dell’Università di Amburgo Julia Freund i gemelli identici, “pur condividendo l’ambiente in cui vivevano, mostravano modelli comportamentali via via più individualizzati, e che, quanto più ricco di stimoli era l’ambiente, tanto più marcato era il processo di individualizzazione.” (Fonte: Freund J., et al. Emergence of individuality in genetically identical mice. Science 340.6133, 2013: 756-759.)

In conclusione, sono ormai in moltissimi a concordare su queste teorie emerse dalla genetica comportamentale umana. Ci troviamo di fronte a un risultato davvero interessante e molto importante che coinvolge sì l’ereditarietà ma, soprattutto, l’ambiente, fornendo i migliori risultati disponibili per affermare l’importanza delle influenze ambientali.

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