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    A forma di mamma

    Quando inizia a camminare un bambino? Facciamo un po' di chiarezza


    Ogni bimbo è diverso: vediamo quando inizia a camminare un bambino e quali sono le tappe verso i primi passi.


    I primi passi del proprio bambino sono una delle emozioni più forti per i neo genitori... e da quel momento in poi, nessuno lo ferma più! Ma quando inizia a camminare un bambino? Ovviamente, come per tante altre conquiste del tuo piccolo, non devi dimenticare che ognuno ha i suoi tempi, e che non esiste una tabella di marcia unica per tutti. Esistono, questo sì, delle tempistiche di massima entro cui il bimbo dovrebbe sviluppare il movimento autonomo e cominciare ad esplorare il mondo sui suoi piedini... vediamo quali sono!

    Le tappe dello sviluppo motorio


    Quando un bambino nasce, si affida in tutto e per tutto ai genitori, anche per il movimento. Nel momento in cui il suo corpicino inizia a svilupparsi e a coordinare i movimenti, il piccolo scopre che per muoversi ed esplorare l’ambiente circostante non ha necessariamente bisogno dei genitori (che fino a quel momento ha “diretto” con gesti e indicazioni chiare mentre è in braccio). Dalla posizione seduta, normalmente impara a gattonare, poi a stare in piedi reggendosi a sostegni, e finalmente a “mollare l’ancora” e a camminare in autonomia.

    Quando si inizia a camminare?


    Quando avvengono questi passaggi? Come dicevamo, è sbagliato voler individuare delle tappe troppo rigide. Come per le prime parole, ci sono bambini particolarmente precoci e altri che invece arrivano anche ai 3 anni senza pronunciare una parola di senso compiuto (magari perché riescono a farsi capire benissimo in altri modi!). In generale, però, per quanto riguarda il movimento autonomo si nota che camminare da solo è una conquista che avviene normalmente tra i 10 e i 18 mesi, più frequentemente intorno ai 12 mesi. Senza eccedere in allarmismi, può essere il caso di interpellare il pediatra se il bimbo non ha raggiunto questa tappa a 18 mesi compiuti.

    Come aiutarlo a “spiccare il volo”?


    Ci sono dei piccoli accorgimenti che i genitori possono mettere in atto per stimolare l’autonomia del bimbo: per esempio, posizionare oggetti in luoghi alti e fuori dalla sua portata abituale, chiamarlo e chiedere di raggiungerli, lasciarlo scalzo almeno in casa (ideale per il corretto sviluppo dei muscoli dei piedi). O ancora, lodarlo per i risultati raggiunti: ogni miglioramento deve essere adeguatamente celebrato!

    Cosa, invece, è meglio non fare?


    Attenzione, insistere troppo perché il bimbo cammini può essere controproducente. È bene che i genitori non si mostrino troppo preoccupati per un eventuale “ritardo” e che non riversino sul bambino la loro apprensione. Altra cosa da evitare assolutamente è l’utilizzo del girello: gli esperti sono ormai concordi nel ritenere che questo strumento, un tempo irrinunciabile, interferisca con il corretto sviluppo degli arti inferiori.
     

    Come per tante altre questioni riguardanti il bambino, positività, pazienza e giusta stimolazione siano le parole chiave: accompagnalo anche in questa avventura senza fretta e con dolcezza, vedrai che al momento giusto i suoi primi passi ti riempiranno di felicità!