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Dagli egizi all’epoca vittoriana, ci pettinavamo così. 7 look per 7 epoche storiche

Il look dei capelli? Ormai ci siamo abituati: cambia stagione dopo stagione. Ma l'associazione tra donne e capelli lunghi invece no: quella resiste al tempo. È antichissima: dagli antichi egizi ad oggi, poche sono state le epoche della storia in cui le donne hanno rinunciato a lasciare che i capelli crescessero, anche se a ben vedere molte sono state le varianti… Qui ne abbiamo raccolte 9, da Cleopatra a Rachel di Friends, passando per i look castigati al tempo della Regina Vittoria.

Egitto. Le acconciature dell’antico Egitto dipendevano molto dalla ricchezza, dall'età e dal gruppo sociale: le donne intrecciavano i capelli o li portavano legati a coda di cavallo e quasi sempre li decoravano con fiori e nastri di lino, diademi, perline, forcine e fasce che giravano intorno alla testa per tenere i capelli in ordine. Non solo: i capelli erano tinti con hennè e su ogni ciuffo si infilavano tubi d'oro per mostrare ricchezza e creare pettinature che sarebbero passate alla storia, come quella della Regina Cleopatra.

 

Antica Roma. Durante il regno dell'imperatore Augusto, le acconciature da semplici diventarono più elaborate e i capelli divennero sempre più espressione dell'identità di una persona tanto quanto lo sono oggi. La moda imponeva boccoli, trecce e intrecci altamente sofisticati, decorati con perle e forcine ingioiellate. Uno stile pomposo, che doveva dar conto di ricchezza, status, sesso e età. Se oggi acconciature elaborate come quelle di Lady Gaga sono considerate bizzarre, ai tempi dei Romani una pettinatura complessa era invece più attraente, perché segno che chi la portava avesse passato tempo a perfezionare il suo stile. E anche per questo non di rado si usavano le extension. 

 

Medioevo e Rinascimento. Dal quinto secolo fino al quindicesimo secolo, forte fu l’impronta religiosa nell’aspetto fisico: le tribù germaniche imposero nuovi costumi, per rimarcare la distanza dall’impero Romano: tanto agli uomini, quanto alle donne la moda impose acconciature semplici, con i capelli anche molto lunghi, ma raccolti in due trecce o in uno chignon, nei giorni più caldi! I capelli femminili erano considerati erotici e le donne sposate dovevano coprirsi con veli, retine per capelli e cappelli per non mostrarli. Nel periodo rinascimentale le donne strappavano i capelli all'attaccatura per avere l'aspetto di una fronte più alta, e copricapi elaborati contribuivano a tirare i capelli ancora più indietro.

 

Diciottesimo secolo. Anche gli uomini si piegarono a portare i capelli lunghi: quelli facoltosi e alla moda indossavano parrucche cosparse di polvere bianca legate in una lunga treccia nella parte posteriore del collo e racchiuse in una borsa di seta nera o legate con un fiocco nero. Le donne invece avevano capelli arricciati, decorati con ghirlande o fiocchi. Verso il 1770, divennero poi di gran moda i “pettinini” costruiti in crine di cavallo: erano stravaganti adornati con piume, nastri, gioielli e persino piccole sculture floreali e no. Tali costruzioni richiedevano diverse ore di lavoro ogni una o tre settimane. Poi, nel 1780, la reazione contro la formalità e la stravaganza portò allo stile hérisson (riccio) per uomini e donne: una massa di riccioli sciolti e cespugliosi. 

 

L'epoca vittoriana (1837 - 1901) nota per il puritanesimo, fu l’epoca della bellezza modesta e naturale, contenuta e senza trucco. Le donne della classe media e alta usavano pochi cosmetici: il trucco colorato più audace era riservato alle prostitute e alle attrici, che però lo indossavano solo sul palco. E a partire dagli anni Quaranta dell'800, le teste delle donne erano lucenti e sobrie, i capelli unti e levigati sulle tempie e intrecciati sul dorso. Capelli lunghi insomma, ma senza darlo a vedere…

 

Anni 20. Durante i "ruggenti anni Venti", si scatenò una forte reazione contro gli standard puritani della bellezza vittoriana. Le nuove acconciature popolari "ondulate" simboleggiavano proprio la crescente libertà delle donne. L'impatto del cinema si faceva sentire, e le donne cominciarono a prendere indicazioni di bellezza da star come Louise Brooks e Clara Bow. A queste acconciature in stile “charleston” si accompagnava un uso massiccio del trucco: le donne applicavano sulle guance cipria e disegnavano le sopracciglia a matita archi sottili, e dipingevano le labbra di rosso vivido…

 

Anni 70. La rivoluzione sociale generata negli anni '60 ha attecchito negli anni '70 e gli standard di bellezza hanno rispecchiato questo sconvolgimento: i capelli sono diventati il simbolo dell'epoca, diventando il mezzo più potente per proiettare un'immagine o fare una dichiarazione. Per la maggior parte del decennio, uomini e donne di tutte le etnie portavano i capelli lunghi, naturali e soprattutto liberi. La criniera leonina di Farrah Fawcett, coi riccioli che cadevano liberamente, pelle abbronzata e labbra lucenti è uno dei look simbolo di quegli anni così come il taglio a cuneo corto e sfacciato di Dorothy Hamill. Poi, verso la fine del decennio, sono arrivati i Punk e tutto è cambiato ancora una volta…

 

Anni 80. Negli anni '80 "l'età dell'eccesso" veniva facilmente tradotta in acconciature stravaganti: pop star come Madonna e Cindy Lauper hanno reso popolare uno stile che includeva il trucco pesante con colori vivaci al neon e capelli intenzionalmente incasinati e scoloriti. In opposizione a queste tendenze, c'era anche un look “preppy", neoconservatore, che rese popolari le tradizionali acconciature corte sia per uomo che per donna.

 

Anni 90. Negli anni '90 gli standard di bellezza sono cambiati ancora una volta. Il movimento "grunge" nella musica rock ha reso popolare uno stile trasandato e naturale in contrasto con l'aspetto pesantemente artificiale degli anni '80. I capelli lunghi, arruffati e non pettinati hanno caratterizzato l'aspetto grunge di Courtney Love a cui sul finire del decennio ha fatto da contraltare Jennifer Aniston della sitcom Friends con la sua versione moderna dello shag degli anni '60. Il taglio "Rachel" era più elegante, con ciocche più lunghe e riflessi… Insomma a ogni epoca il suo taglio (ma lungo è meglio). 

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