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A forma di mamma

La doula: chi è e perché serve?

La doula (si pronuncia [dùla]), parola che viene dal greco e significa “donna che si prende cura di un’altra donna” è una figura di sostegno che si occupa del benessere psicofisico della donna e della famiglia dalla gravidanza fino al primo anno di vita del bambino.

 

Offre un servizio su misura, senza sovrapporsi al lavoro dei medici o delle ostetriche, per ascoltare, informare, sostenere e accompagnare le future mamme (e non solo) nei particolari momenti della gravidanza, del parto e dell’accudimento del neonato.

 

Il perché della presenza della doula

 

Dall’inizio del 2000 la figura della doula si è diffusa in molti paesi occidentali, probabilmente come risposta all’evoluzione che l’istituzione famigliare ha avuto in questa parte di mondo. Nei paesi sviluppati, infatti, è raro che più di una famiglia viva nella stessa casa e queste nuove abitudini abitative, per certi versi più sane e semplici rispetto alla gestione dei rapporti interpersonali, hanno però fatto venir meno quel naturale e scontato appoggio che le donne si offrivano a vicenda nel momento della gravidanza, del parto e del post parto.

Nonne, sorelle e zie una volta offrivano spontaneamente la loro esperienza della maternità e formavano una rete di aiuto intorno alla futura mamma. Dopo la nascita del bambino, proseguivano nel sollevarla dalle incombenze quotidiane perché avviasse in tranquillità la nuova routine con il piccolo, tra allattamento e accudimento.

La doula con il bambino

L’assenza di tale rete ha fatto sì che nelle moderne famiglie si ponesse la necessità di una figura che almeno in parte facesse di nuovo suo quel ruolo, per dare aiuto, ma anche conforto alla futura mamma e neomamma. Alcune donne, infatti, sono spaventate dall’idea del parto; altre cercano una presenza continuativa in sala parto, magari in alternativa a quella del partner impossibilitato a partecipare; altre, infine, hanno bisogno di un supporto amico nei primi attimi a contatto con il bebè, quando la sua fragilità le fa sentire inadatte e impreparate.

In genere, la Doula incontra la coppia almeno un paio di volte nel corso della gravidanza, per conoscere le loro idee e preferenze riguardo al parto e per ascoltare le loro necessità.

 

Vicina durante il parto

 

Le donne di oggi sono molto esigenti nei confronti dell’esperienza della maternità, le loro aspettative (o quelle che la società ha indotto) sono talmente alte da indurle talvolta a rinunciare a questa incredibile esperienza. Anche rispetto al momento del parto, si fa sentire quell’esigenza di controllo che le donne di oggi sono in grado di esercitare sui tanti altri aspetti della loro vita: è il desiderio che tutto vada in modo perfetto, non solo senza intoppi, ma esattamente col carico emotivo che hanno immaginato e sognato per questa esperienza così totalizzante. Il ruolo della doula in sala parto sarà dunque quello di fare da ponte tra le aspettative della futura mamma e la realtà che sta vivendo, tra i sogni sul bambino che verrà e la materialità dell’evento fisico, anche nella sua parte più incontrollabile, tra il riemergere di un vissuto infantile (con i suoi ricordi e le sue paure) e l’esordio di un nuovo ruolo come donna, quello di madre. In altre parole, il ruolo della doula sarà quello di dare serenità e fiducia alla partoriente, in armonia con le altre figure professionali presenti al momento travaglio e del parto.
La doula è stata definita anche “la tata delle mamme”, proprio per la predisposizione a mettersi in ascolto delle loro paure e delle loro esigenze e la capacità di dare risposte, sia emotive che pratiche, in relazione a un momento tanto complesso e coinvolgente della propria esistenza.

 

Utile anche per i papà

 

La doula può essere chiamata in causa anche dai futuri papà. Ci sono uomini che vivono la gravidanza della compagna e l’avvicinarsi del parto con forte emotività, perdendo coraggio e calma all’idea di entrare in sala parto. La doula in questi casi può intervenire per appoggiare il partner, dando informazioni e conforto, rassicurandolo e potenziandolo perché diventi un alleato nel momento in cui la futura mamma avrà più bisogno di lui, della sua comprensione e capacità di comunicazione. Futuri papà e doula saranno così parte della “squadra” che affianca la partoriente, a cui si aggiungerà anche l’ostetrica e il personale medico dell’ospedale. La presenza della doula in sala parto agevolerà anche i primi istanti della relazione che sin da subito si instaura tra la mamma, il papà e il bambino.

 

Un sostegno quando si torna a casa col bebè

 

Le prime settimane dopo il parto sono in genere molto impegnative per i neogenitori. Scarsa esperienza con le esigenze spesso incomprensibili del neonato, assetti ormonali e fisici ancora in cambiamento nel primo periodo post parto e poco tempo a disposizione per riposare e per rivolgere qualche cura a se stessa sono tra le situazioni più comuni che la neomamma vive una volta tornata dall’ospedale. Se ad aspettarla a casa non c’è una figura femminile di riferimento in grado di supportarla, guidarla e rassicurarla, la presenza di una doula può diventare una valida alternativa: può essere un valido aiuto nelle prime cure del neonato del neonato (dai primi bagnetti al cambio del pannolino al sostegno all’allattamento), la sua disponibilità a prendersi cura anche della mamma oltre che del bambino (preparandole un pasto, ascoltandola mentre esprime dubbi e perplessità o semplicemente dandole la possibilità di fare una doccia dopo una poppata) saranno fondamentali per superare con maggiore serenità e minore stanchezza i primi mesi di vita del bebè.

 

A chi rivolgersi

 

Nel 1992 venne fondata la DONA, Doulas of North America, primo ente con doule professioniste certificate. Oggi si contano numerose associazioni attive anche in Italia, come Doule Italia  e Mondo Doula a cui fanno capo le doule operative nel nostro paese e che sostengono le future mamme.

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