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A forma di mamma

Allattare i gemelli, si può!

Il primo mito da sfatare è che una mamma non possa allattare due gemelli. Qui ci sentiamo di rassicurare tutte le mamme in attesa circa la loro “potenzialità” di nutrici: anche la mamma di gemelli è in grado di provvedere alle poppate di entrambi i suoi bimbi!

 

Purtroppo a volte si incontrano difficoltà pratiche e ostacoli di origine culturale che interferiscono sulla buona riuscita di questo gesto semplice e naturale. Ecco perché quando i bebè in arrivo sono due, se l’intenzione è quella di nutrirli al seno, è bene prepararsi per tempo, incontrandosi con ostetriche e confrontandosi con altre mamme che già ci sono passate.

Allattare al seno i gemelli è possibile.

Cosa fare prima della nascita

 

La prima mossa da fare è informarsi già durante i 9 mesi sulla modalità delle poppate e i meccanismi che regolano la produzione di latte per poi scegliere a ragion veduta l’ospedale dove partorire. Essere circondata fin dall’inizio da persone che sostengano con convinzione la neomamma nella sua possibilità di allattare, è fondamentale per il successo.

 

Una volta nati, da dove cominciare

 

Se tutto è andato per il verso giusto e la mamma e i piccoli stanno bene, il consiglio è cominciare con l‘allattamento il prima possibile, anche in caso di parto cesareo. Quando invece i gemellini hanno bisogno di qualche cura e sono ricoverati in Patologia Neonatale, la mamma può avviare l’allattamento tramite un buon tiralatte, in questo modo riuscirà a garantire ai suoi bambini il miglior nutrimento possibile in questa fase. Per stimolare la produzione è consigliabile tirare il latte con una certa frequenza, circa 8-10 volte nell’arco delle 24 ore e almeno una volta di notte, quando i livelli di prolattina sono più alti.
Se i neonati sono in grado di attaccarsi al seno, avvicinarli ogni volta che si mostrano interessati, perché più succhiano più il processo dell’allattamento partirà a pieno ritmo.

 

Insieme o separati? Come allattare i gemelli

 

In linea generale il consiglio è di allattare i bambini a richiesta, cercando di vedere nel momento del pasto un’occasione di relax perché in un unico gesto si riesce a rispondere a diverse esigenze dei piccoli: fame, sete, coccole stando finalmente sedute per un po’. Come gestire le poppate se singole o in tandem è solo questione di preferenze. Nella fase iniziale si tende a preferire allattare un bebè alla volta, per dedicare a ciascuno tutta l’attenzione necessaria e favorire il bonding, quel legame speciale mamma-bebè. Ma il rischio per la mamma è quello di ritrovarsi tutta la giornata con un bebè attaccato al seno. Ecco perché dopo la fase di rodaggio, a molte risulta più comodo allattare i gemellini contemporaneamente. Tra l’altro, la poppata simultanea presenta dei vantaggi: da una parte fa in modo che i livelli di prolattina nel corpo materno siano più elevati e la produzione di latte venga incrementata; dall’altra, se uno dei gemelli non avesse una suzione sufficiente, riceverà beneficio dall’essere attaccato insieme al fratellino che aiuterà la discesa del latte. Sarà poi cura della mamma controllare che i bimbi assumano abbastanza latte, verificando che bagnino almeno sei pannolini e che le evacuazioni siano almeno tre nell’arco delle 24 ore e con un controllo settimanale del peso.

 

Parola d’ordine chiedere aiuto

 

Una neomamma che sta allattando i gemelli ha bisogno di supporto da parte del partner e dei familiari e amici, perché il suo è un lavoro con gli straordinari. Spesa, faccende domestiche, cucina, gestione di eventuali fratelli maggiori, sono tutte attività che bisogna imparare a delegare ad altri in un primo momento, perché è bene sfruttare ogni minuto a disposizione per un po’ di riposo. A questo proposito il tiralatte può essere un valido aiuto per garantire ai bimbi il migliore nutrimento e alla mamma qualche attimo di libertà. Ma è il sostegno emotivo da parte dei propri cari, l’aspetto fondamentale per una neomamma alle prese con la cura dei gemelli e che ha assoluto bisogno di avere accanto persone capaci di incoraggiarla negli inevitabili momenti di stanchezza ed eventualmente la spingano a chiedere aiuto a una persona esperta.

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