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A forma di mamma

I piccoli imparano giocando lontano dagli schermi

La tentazione di far giocare i bambini con i nostri dispositivi elettronici, iphone, ipad, monitor a televisori è davvero sempre più frequente e sempre più spesso si vedono bambini piccolissimi con in mano schermi digitali.
Ma, a conferma degli scettici, arriva la dichiarazione della American Academy of Pediatrics (AAP) che raccomanda ai genitori di usare modi migliori per aiutare i bambini ad imparare e a giocare a questa età, tanto importante per lo sviluppo e la crescita futuri.
L’AAP
aveva già fornito nel 1999 indicazioni sull’utilizzo dei media per i bambini sotto i 2 anni, raccomandandosi di scoraggiare la visione della TV.
Bambino che gioca con la mamma con le bolle di sapone.

Il motivo di questo monito era la convinzione che un’esposizione mediatica provocasse potenziali effetti negativi sui bebè. I dati più recenti portano alla stessa conclusione, infatti è più forte che mai la raccomandazione da parte dell’AAP e in particolare del Dr. Ari Brown, un membro del Consiglio dell’Academy, di tenere i bambini sotto i 2 anni lontani da schermi e strumenti digitali, dal momento che oggi conosciamo meglio il precoce sviluppo del loro piccolo cervello e dunque gli effetti che hanno i vari tipi di stimolazione e attività su questo processo.

Anche il pedagogista Daniele Novara concorda pienamente, affermando che:

 

l’infanzia non ha bisogno di videoschermi e neppure di una realtà virtuale. Prima dei 3 anni infatti un bambino deve sviluppare competenze attraverso l’interazione con l’ambiente circostante, imparando a utilizzare tutti e cinque i sensi.

 

I programmi video e televisivi hanno valore educativo per i bambini sotto i 2 anni?

 

Molti programmi per i neonati e per i più piccoli sono etichettati come “educativi”, ma non ci sono prove a sostegno di una reale funzione educativa. I programmi di qualità sono educativi per i bambini solo se i bambini possono capire il contenuto e il contesto del programma. Gli studi dei pediatri dell’American Academy dimostrano che i bambini fino ai 2 anni non hanno in genere questa comprensione. È stato addirittura dimostrato che basta una televisione accesa nella stessa stanza dove un bambino piccolo sta giocando per disturbarne l’attività, e la capacità di concentrazione, così importante per il suo futuro.
Giocare come si giocava una volta, senza telefonini e videogiochi, è di gran lunga un modo più funzionale allo sviluppo del cervello dei bambini rispetto al gioco prodotto dai media elettronici: i bambini imparano infatti a pensare in modo creativo, a risolvere problemi e a sviluppare le abilità di ragionamento e motorie già in età precoce attraverso un gioco non strutturato.
I bambini imparano attraverso l’interazione con gli esseri umani, non attraverso le schermate.

 

Quali effetti si hanno sui bambini che guardando la tv o i video prima dei 2 anni?

 

L’AAP ha pubblicato un rapporto in cui sostiene che i bambini che guardano troppo lo schermo sono a rischio di ritardi nello sviluppo del linguaggio una volta che iniziano la scuola. I motivi esatti sono ancora tema di studio per l’Academy, nel frattempo il consiglio è attenersi alle linee guida rivolte ai genitori e agli operatori sanitari:

 

  • Impostare i limiti per i figli prima dei 2 anni, tenendo presente, infatti che l’AAP ne scoraggia l’uso per questa fascia di età.
  • Avere una strategia per la gestione dei media elettronici, dare delle regole e dei limiti temporali (a partire dai 3 anni). Secondo quanto scrive Novara “la comunità scientifico-pedagogica internazionale su questo fronte è compatta: in questa fascia d’età mezz’ora di videoschermi al giorno è più che sufficiente, e l’accesso a internet è vietato”.
  • Invece degli schermi, provare a incoraggiare nel bambino il gioco indipendente, assicurandosi che sia “sorvegliato” da un genitore, durante i momenti in cui non può impegnarsi attivamente nel gioco. Per esempio, lasciarlo giocare con i bicchieri di plastica sul pavimento, mentre un genitore prepara la cena.
  • Evitare di posizionare un televisore in camera da letto del bambino.
  • Secondo il dottor Brown, ulteriori ricerche indagano sugli effetti dell’esposizione mediatica a lungo termine sulla futura salute fisica, mentale e sociale dei bambini. Le conclusioni non lasciano spazio a molti dubbi: tutti i genitori dovrebbero dare la possibilità ai propri figli di giocare in modo indipendente e interattivo con gli altri esseri umani. I bambini hanno bisogno di questo per capire come funziona il mondo (Fonte: Brown, Ari. Media use by children younger than 2 years. Pediatrics. 2011).

 

I bambini imparano molto quando giocano

 

Il gioco è essenziale per lo sviluppo perché contribuisce al benessere emotivo, cognitivo, fisico e sociale dei bambini e dei giovani. Giocare è anche l’occasione ideale per i genitori di impegnarsi con i loro figli. Nonostante i benefici derivanti dal gioco tra bambini e genitori, il tempo per il gioco libero è stato notevolmente ridotto a causa di una serie di fattori tra cui uno stile di vita frettoloso, i cambiamenti nella struttura familiare, e una maggiore attenzione alle attività scolastiche di apprendimento a spese del gioco centrato sul bambino. Questo rapporto offre linee guida su come i pediatri possono sostenere i bambini, aiutando le famiglie, i sistemi scolastici, e le comunità a considerare il modo migliore per creare l’ambiente di sviluppo ottimale per garantire che il gioco sia protetto nella vita dei bambini.
Il gioco è così importante per lo sviluppo ottimale del bambino che è stato riconosciuto dall’ONU come un diritto di ogni bambino. Ogni bambino merita la possibilità di sviluppare il suo potenziale unico attraverso il gioco.

 

I vantaggi di giocare

 

Il gioco permette ai bambini di utilizzare creatività, fantasia, destrezza e forza fisica, cognitiva ed emozionale. Giocare è importante per il sano sviluppo del cervello. E’ attraverso il gioco che i bambini in età molto precoce interagiscono col mondo che li circonda. Il gioco permette ai bambini di creare ed esplorare un mondo che devono conquistare, sconfiggendo le loro paure insieme ad altri bambini o agli adulti. Il gioco aiuta i bambini a sviluppare nuove competenze che portano a una maggiore fiducia di cui avranno bisogno per affrontare le sfide future. Il gioco permette ai bambini di imparare a lavorare in gruppi, di condividere, di negoziare, per risolvere i conflitti , sviluppare capacità decisionali, scoprire le proprie aree di interesse e, infine, impegnarsi pienamente nelle passioni che desiderano perseguire.

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