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A forma di mamma

Holding, l’abbraccio che guarisce i bambini

Cosa c’è di più bello per una mamma che tenere fra le braccia il proprio bambino e sentirne il delicato profumo e la morbidezza? Il piacere è duplicato dalla consapevolezza che questo gesto aiuta il piccolo a superare le proprie paure e a creare quel legame ed empatia con la mamma, capaci di fugare angosce ed insicurezze.

 

Se fino ad ora tutto questo era dettato dal buon senso e dall’amore per il proprio bambino, ora, a suffragio, arriva uno studio effettuato dalla Dott.ssa Martha Welch che, in un libro (Welch, Martha G., and Mary Ellen Mark. Holding time: How to eliminate conflict, temper tantrums, and sibling rivalry and raise happy, loving, successful children. Simon and Schuster, 1989), scrive semplicemente ed acutamente come un abbraccio della madre possa curare il bambino in lacrime. La mamma, infatti, si trasforma in una specie di contenitore delle angosce del suo bambino, riuscendo a placare il piccolino, attivando questa dimostrazione di affetto.

Ritratto di una mamma con la sua bimba

Ecco allora che l’abbraccio diventa cura, medicina miracolosa per cancellare rabbia e capricci del pargolo.

Ancora una volta abbiamo la riprova che uno stretto rapporto madre bambino è importantissimo affinché il bebè assimili sensazioni positive e gratificanti che lo aiuteranno al meglio nello sviluppo emotivo.

 

A chi è indirizzato il metodo holding

 

La terapia di contenimento mira a sanare i conflitti tra genitori e figli. Tale terapia si basa sulla premessa che a volte un caos emotivo mette in moto un rapporto di ambivalenza (amore-odio). Le emozioni distruttive di rabbia, tristezza, paura non controllate scoppiano improvvisamente. Spesso la risposta degli adulti a questo comportamento è quello di isolare il bambino o mostrare indifferenza, rafforzando ulteriormente il loro comportamento distruttivo. Questo atteggiamento produce una spirale negativa. Tutte le relazioni in cui i genitori sentono che l’amore non fluisce liberamente, possono avvicinarsi al metodo holding, considerato oggi un modo sicuro di comunicazione profonda. I genitori possono migliorare il loro ruolo, facendo crescere in loro stessi e nei loro figli l’autostima necessaria a potenziarne lo sviluppo emotivo.

 

Qual è la metodologia?

 

Se il legame madre-bambino viene messo in crisi o non si sviluppa in modo adeguato per diversi motivi, lo sviluppo di tutte le potenzialità del bambino ne risente, causando una serie di problemi e disturbi. Con l’introduzione dell’abbraccio terapeutico, è possibile cercare di ristabilire un legame d’amore funzionale e sano. In linea di principio, il terapeuta conduce circa 3 colloqui preliminari con la madre e/o il padre, dove andrà ad esplorare le dinamiche famigliari per individuare la fonte del conflitto e preparare i genitori ad affrontare il problema e a risolvere i loro sbagli, poi li aiuterà ad acquisire la forza necessaria per l’abbraccio contenitivo. Infine arriva il momento in cui il terapeuta dirige la sessione in cui madre e figlio si abbracciano, in primo luogo in un abbraccio stretto, da cui a volte il bambino vuole fuggire, ma la madre gli parla, fino a quando finalmente sopraggiungerà l’abbraccio d’amore, in cui il bambino si sente protetto da forti braccia che non lo lasceranno cadere. Con la terapia di contenimento (o abbraccio), è possibile modificare le dinamiche madre-figlio e contribuire alla rinascita di amore che si sprigiona.

 

La mamma è la miglior cura

 

Quando il bambino piange ha bisogno del vostro conforto, voi mamme siete la cura, la ‘pillola’ miracolosa per farlo stare bene.
Prendetelo fra le braccia, sorridetegli e con voce calma ed amorevole fatelo sentire il “padrone del mondo”, al sicuro tra le braccia della sua mamma. Quando per svariate ragioni, questa spontaneità viene a mancare, potete pensare di affidarvi al metodo holding di Martha Welch che è stato studiato e sperimentato come un tipo di terapia strategica breve. Sotto la guida di un terapeuta esperto, come abbiamo detto, i genitori possono guarire le relazioni in conflitto con i loro bambini. Si tratta di un approccio terapeutico per la gestione dei disturbi con l’ambiente, problemi di aggressività, ansia, incomunicabilità, tematiche con i figli adottivi che spesso si portano dietro dei traumi, paure, ecc

 

Fiducia e intimità in un abbraccio

 

Chi ha la fortuna di essere genitore capirà quanto le scoperte di Martha Welch facciano luce sulla natura e lo sviluppo dell’intimità tra genitori/figli. L’amore che proviamo per i nostri figli è così grande che non si può spiegare in poche parole. Ma a volte, nonostante l’immenso amore che sentiamo, alcuni conflitti irrisolti ci impediscono un adeguato legame con loro. Tali conflitti possono verificarsi per inesperienza o prolungate assenze dei genitori, che gradualmente creano una spaccatura emotiva nel rapporto padre-figlio o madre-figlio.
Molto interessante la risposta della psicologa americana: l’intimità ha bisogno di fiducia. Per sviluppare la fiducia devono essere soddisfatti i bisogni del bambino. Martha Welch vuole demolire quel sottile gioco di potere tra genitori e figli, conducendo la madre (o il padre) al contatto fisico. Attraverso la vicinanza fisica dell’abbraccio, la madre sperimenta un risveglio delle sue capacità empatiche e, quindi, si avvicina alle esigenze del suo bimbo. Nello stesso tempo il bambino, invece di trovare la sua autostima attraverso il potere e il dominio (questo naturalmente vale anche per il padre), sperimenta la forza personale attraverso la partecipazione nel dolore e nella gioia.
Il veicolo in questo sviluppo tra il bambino-madre/padre è toccante e non dimentichiamo che l’importanza dell’abbraccio e del contatto fisico lo ritroviamo già nel regno animale come un gesto del tutto naturale.

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