Storie a lieto fine

di veri sopravvissuti

Parlando di arresto cardiaco improvviso e defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) è facile perdersi in tecnicismi legati alla defibrillazione o a funzioni come Quick Shock, finendo con il pensare al DAE come a un'apparecchiatura dotata di determinate caratteristiche elettriche e al cuore come a un organo avulso dalla persona.

 

Ma l'arresto cardiaco improvviso non riguarda solo un organo e i DAE non sono soltanto apparecchiature. Si tratta di vite e di persone reali. I DAE riguardano persone come tutti noi, che possono salvare vite o essere salvati.

 

In questa pagina conosceremo persone per le quali i DAE hanno fatto la differenza, applaudendo chi li ha usati e festeggiando chi, grazie a loro, si è salvato. Ricordiamoci che i DAE ci permettono di aiutarci a vicenda in momenti di estrema necessità.

Informazioni sui DAE

Perché scegliere Philips?

Storie di vite salvate

 

Come stanno oggi?

In occasione del ventesimo anniversario dei DAE Philips, abbiamo contattato questi cinque sopravvissuti all'arresto cardiaco improvviso per sapere com'è la loro vita oggi. Grazie alla disponibilità dei DAE e alla prontezza degli "eroi comuni" che hanno utilizzato i DAE e la RCP, queste persone oggi sono vive e hanno potuto godersi centinaia di altre giornate in compagnia di familiari e amici, trovando il coraggio di parlare delle loro esperienze per aiutare altri. 

 

Leggi le loro storie

Joe si è salvato grazie a un intervento tempestivo

Joe Moscato, un technical writer di Philips, era in ottima forma fisica e si allenava regolarmente nella palestra aziendale per due ore al giorno.

 

Aveva appena finito di allenarsi quando è stato colpito da un arresto cardiaco improvviso. Il suo cuore presentava un'anomalia elettrica ed era necessario ristabilire immediatamente il ritmo cardiaco normale.

 

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A Julia non sarebbe bastata la RCP

Mentre si stava riprendendo da quella che sembrava essere soltanto una brutta influenza, Julia Sims, di Greensboro, Carolina del Nord, si è messa a sedere sul letto e ha detto al marito che sarebbe guarita presto, incoraggiandolo ad andare alla sua partita di golf.

 

"Mi sono girato per mettere le scarpe nell'armadio", ha dichiarato Jeff Sims, il marito di Julia, "e quando mi sono voltato di nuovo, Julia era seduta sul letto con la testa ripiegata. Mi sono avvicinato a lei e gliel'ho sollevata delicatamente e lì ho capito che qualcosa davvero non andava".

 

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La vita di Lindsay è stata salvata da un amico intervenuto prontamente

Una mattina di aprile Lindsay Hayden, di 19 anni, è collassata in classe con il cuore a 220 battiti al minuto, una frequenza doppia o tripla rispetto al normale.

 

Era in grave pericolo.

 

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Una crisi a bordo piscina si è risolta positivamente

Matt McKenna era un atletico quindicenne. Appena rientrato da un allenamento intensivo di lacrosse, si stava tuffando dal trampolino, quando sua madre, Wendy, notò qualcosa di strano.

 

Matt era in ginocchio, piegato su se stesso, con la testa che quasi toccava terra. Wendy corse da lui e iniziò a scuoterlo, ma lui non rispondeva. Era cianotico per la mancanza di ossigeno.

 

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Supporto e assistenza

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