Ritorno all’ora solare: da un’indagine Philips risulta che quasi 1 italiano su 2 soffre di disturbi del sonno e in generale un terzo degli italiani lamenta una scarsa qualità del sonno durante tutto l’anno.

 

A soffrirne di più sono le donne e i giovani. Il ritorno all’ora solare, rispetto all’ora legale, causa una maggiore irritabilità, sbalzi di umore e senso di depressione. Pochi parlano di questi disturbi con il proprio medico ma la maggior parte degli intervistati dichiara di adottare metodi curativi e preventivi intervenendo sul proprio stile di vita.

24 ottobre, 2016

Monza – In base ad un’indagine commissionata da Philips, azienda leader nel settore dell’Health Technology, alla società di ricerca Strive Insight  e condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana[1], un terzo degli italiani lamenta una scarsa qualità del sonno durante tutto l’anno e il 48% degli intervistati dichiara di soffrire di disturbi del sonno in concomitanza con il cambio dell’ora. I sintomi sono più marcati in autunno, al ritorno dell’ora solare rispetto al passaggio all’ora legale in primavera e coinvolgono maggiormente le donne e la fascia più giovane del campione (di età compresa tra i 25 e i 34 anni). Il 56% degli intervistati presenta almeno un effetto collaterale al ritorno all’ora solare, mentre il 51% per il passaggio all’ora legale. I principali sintomi, comuni ad entrambi i cambi dell’ora, sono il calo di energie e relativo senso di stanchezza, il senso di sonnolenza durante il giorno e la difficoltà nella concentrazione. Il ritorno all’ora solare, rispetto all’ora legale, causa invece una maggiore irritabilità (il 27% vs il 19%) sbalzi di umore (il 26% vs il 20%) e senso di depressione (il 26% vs il 16%). Incidono su questi sintomi, in particolare sulla depressione, il cambiamento climatico e la riduzione delle ore di luce. Gli effetti collaterali più diffusi e legati al ritorno dell’ora solare sono: la difficoltà di risveglio al mattino per il 34% degli intervistati e la difficoltà ad addormentarsi alla sera per il 30% del campione.

 

“Bisogna sottolineare che non tutti soffrono del ritorno all'ora solare. La capacità di adattamento al nuovo orario dipende dal cronotipo, cioè dalla propensione a dormire in determinati orari nell’arco delle 24 ore. Col ritorno all'ora solare  le persone di cronotipo gufo stanno meglio: vanno a letto tardi, dormono un'ora in più al mattino.” Afferma Luigi Ferini-Strambi, Presidente della World Association of Sleep Medicine.

 

 “Da sottolineare, inoltre, che il “mini-jet lag” legato al cambiamento di orario può creare problemi ma solo per qualche giorno; il riadattamento è abbastanza rapido. Il problema più importante è invece  legato al fatto che  ci aspettano giornate che si accorciano e sostanzialmente più buie il che comporta una diminuzione della serotonina, e questo può  incidere negativamente sull’umore”.  Prosegue Luigi Ferini-Strambi.

 

Il cambio dell’ora ha, inoltre, un impatto significativo sulle prestazioni professionali: oltre un intervistato su tre (il 37%) ammette un peggioramento delle performance lavorative con il ritorno all’ora solare, mentre il passaggio all’ora legale incide positivamente (il 19% del campione dichiara di riscontrare significativi miglioramenti nelle proprie prestazioni).

 

Inoltre, il 52% degli intervistati dichiara di essere l’unico in famiglia a soffrire di sintomi legati al cambio dell’ora mente il 34% afferma di condividere questa “condizione” con gli altri familiari.

 

Dall’indagine Philips risulta poi che gli italiani comunicano i disturbi legati al cambio dell’ora ma sottovalutano l’importanza della qualità del sonno: soltanto il 10%, infatti, ne parla con il proprio medico, la maggior parte (il 57%) dichiara di limitarsi a parlarne superficialmente con il proprio partner, con amici e colleghi.

 

 “Ovviamente essendo l’effetto sulle singole persone molto vario è consigliabile per chi ha maggiori disturbi rivolgersi al proprio medico o a medici specialisti per ricevere quei consigli utili a ridurre e magari superare rapidamente i disturbi”. Dichiara Giuseppe Insalaco, Primo Ricercatore CNR - IBIM di Palermo.

 

Nonostante venga meno il consulto di un professionista, gli italiani non vivono passivamente questa condizione: l’80% degli intervistati afferma di adottare metodi per curare e prevenire i disturbi del sonno. Si tratta di interventi sugli stili di vita, tra i più diffusi un minimo consumo di bevande eccitanti come caffè e acolici, una maggiore regolarità nell’andare a letto e una dieta leggera alla sera.

 

“Per ridurre gli effetti collaterali è utile diluire il cambio dell’ora in modo graduale, ossia con una variazione di 10 minuti al giorno delle proprie abitudini, così da far propria la variazione di ora in una settimana dall’avvio dell’ora solare”. Dichiara Giuseppe Insalaco, Primo Ricercatore CNR - IBIM di Palermo.

 

“Dalla ricerca emerge che il 44% degli intervistati soffre di insonnia in concomitanza di eventi particolari quali cambio dell’ora, viaggi, lavoro intenso etc. E’ un dato molto significativo che deve puntare i riflettori sull’importanza del sonno in quanto rappresenta uno dei pilastri fondamentali per il benessere dell’individuo.” dichiara Alberto Vago, Business Manager Sleep & Respiratory Care Philips Italy, Israel & Greece. Philips, leader mondiale nella ricerca di soluzioni dedicate alla terapia del sonno ha una lunga storia di innovazione proprio per aiutare le persone a dormire meglio e a curare alcune patologie del sonno come le apnee notturne che se trascurate possono diventare molto gravi.” Conclude Alberto Vago.

 

Per ulteriori informazioni sulle soluzioni Philips per dormire meglio clicca qui: http://www.philips.it/healthcare/consumer/apnea-del-sonno/homepage

Per saperne di più sulle apnee notturne clicca qui

http://www.apnee.eu

 

[1] Ricerca  condotta a settembre 2016 con metodo CAWI su un campione di 600 partecipanti di età compresa tra i 25 e i 65 anni

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Philips

Andrea Cattani

Head of Brand Communication & Digital

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Royal Philips

Royal Philips (NYSE: PHG, AEX: PHIA) è un’azienda leader nel campo della salute e del benessere, il cui obiettivo è migliorare la vita delle persone e facilitare l’intero iter della cura dal sostegno di uno stile di vita sano alla prevenzione, dalla diagnosi precoce al trattamento fino alle cure domiciliari. Philips si avvale di una tecnologia avanzata  e di una profonda conoscenza degli aspetti clinici e delle esigenze del consumatore per fornire soluzioni integrate. L’azienda, con headquarter in Olanda, è leader nell’ambito della diagnostica per immagine, dell’interventistica, del monitoraggio del paziente e dell’informatica applicata alla sanità, delle soluzioni per il benessere delle persone e della cura a domicilio.

Philips, con vendite generate dal business HealthTech pari a 16,8 miliardi di euro nel 2015, ha circa 70.000 dipendenti in oltre 100 nazioni.

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