Apnee notturne: da un’indagine Philips risulta che i medici hanno scarsa conoscenza di questa patologia ma chi ne soffre rischia la patente di guida

marzo 15, 2016

Nella settimana della Giornata Mondiale del Sonno, attenzione puntata sulle apnee ostruttive, più diffuse di quanto si creda. Negli anni precedenti alla diagnosi, i pazienti utilizzano maggiormente i servizi sanitari e necessitano di più ricoveri ospedalieri rispetto alla media della popolazione. I medici di medicina generale richiedono maggiori informazioni sulla patologia, che minaccia la sicurezza sulle nostre strade.

Monza – Secondo un recente decreto legge chi soffre di apnee ostruttive del sonno potrà vedersi ridotta la durata di validità della patente di guida rispetto a persone che non ne soffrono, ma in base ad un’indagine condotta da Philips in collaborazione con Edra soltanto il 10% dei medici di medicina generale dichiara di conoscere approfonditamente questa patologia e il 90% vorrebbe maggiore informazione. Inoltre, solo il 24% degli intervistati afferma di essere a conoscenza dell’impatto sulla qualità di vita e salute nel paziente affetto da questa sindrome. Percentuale oggi troppo bassa se si considera che oltre al rischio-patente ci sono anche i rischi di contrarre gravi patologie quali la cardiopatia, l’ipertensione e gli scompensi metabolici.

“Non bisogna pensare che chi soffre di apnee notturne sia sempre necessariamente un soggetto obeso o sovrappeso; inoltre ci sono alcuni sintomi spia, come la necessità di urinare durante la notte o la cefalea al risveglio che sparisce dopo una-due ore, che sono di frequente riscontro nei soggetti con apnee notturne. Anche la presenza di una ipertensione arteriosa che non risponde a uno o più farmaci antipertensivi deve far sospettare una sindrome delle apnee notturne.” Afferma Luigi Ferini-Strambi, Presidente della World Association of Sleep Medicine.

Le apnee notturne, infatti, sono tutt’altro che una patologia poco diffusa. Il 30% dei medici intervistati da Philips sostiene infatti che almeno 20 dei propri pazienti ne sia colpito sia nella forma moderata sia grave ma soltanto una piccola percentuale di questi è già in cura. Sempre, secondo gli intervistati i percorsi terapeutici più noti e consigliati dai medici sono le terapie CPAP per l’87% dei medici e il dimagrimento per il 78%. Generalmente passano diversi anni prima della diagnosi della malattia. Questo fenomeno si ripercuote sui costi sanitari per 2,9 miliardi di euro , dove ad incidere massicciamente sono quelli legati al trattamento delle comorbilità (cardiovascolari, metaboliche, renali…) più che al trattamento specifico della patologia.

“Si stima infatti che i costi sanitari relativi a diagnosi e trattamento della malattia (visite, esami diagnostici, terapie), incidano solo per il 6% dei costi complessivi, contro il 49% per i costi sanitari dovuti ad un mancato riconoscimento e mancata prevenzione delle comorbilità e il 45% per sinistri stradali, sul lavoro, domestici e alla perdita di produttività.” Dichiara Giuseppe Insalaco, Primo Ricercatore CNR - IBIM di Palermo.

Oggi, sono proprio i sinistri stradali al centro di ampi dibattiti legati alle apnee notturne.
Secondo il decreto legge del 22 dicembre 2015 che recepisce la direttiva europea 2014/85/UE, chi soffre di apnee ostruttive del sonno dovrà sottoporsi alla valutazione di gravità della sindrome fino all'obbligo di ausili terapeutici - come avviene per chi necessita di occhiali o per i diabetici.

“Nei Paesi del Nord Europa come Germania, Francia, Olanda, Danimarca, Belgio, Svezia, Austria, i pazienti in terapia per questa sindrome sono in proporzione 7 volte più numerosi rispetto a quelli in Italia. Nei prossimi mesi, nel nostro paese verranno adottate delle soluzioni operative sufficienti o lasceremo al solo senso civico il compito di rendere più sicure le strade con una popolazione in progressivo invecchiamento?” Dichiara Alberto Vago, Business Manager Sleep & Respiratory Care Italy, Israel & Greece. “L’impegno di Philips è costantemente rivolto a sensibilizzare medici e pazienti a non sottovalutare il problema del russare, che va considerato un vero e proprio campanello d’allarme”. Conclude Alberto Vago.
Dal 2004 è attiva un’Associazione che si occupa principalmente di fornire su tutto il territorio italiano e con qualsiasi mezzo a disposizione, un’informazione corretta sulla Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno.
“Attualmente dopo la pubblicazione del Decreto Legge e del Decreto Attuativo in Gazzetta Ufficiale, siamo molto impegnati nell’informare tutti i cittadini che ci contattano, su questa normativa e le modifiche apportate per rispettare la normativa europea, garantendo così anche da parte nostra, per il prossimo futuro, un alto standard di sicurezza sulle strade e sul lavoro per tutti, anche se in verità, riuscire a far comprendere al cittadino medio italiano l’importanza di questa normativa, si sta rivelando più difficile che il lavoro svolto per arrivare ad un decreto legge.” Afferma Enrico Brunello Presidente A.I.P.A.S. – ONLUS Associazione Italiana Pazienti con Apnee del Sonno.

“Occorre ricordare che identificare chi ne soffre e trattare le apnee significa aumentare la sicurezza sulle strade per sé e gli altri. Per questa ragione il medico ricopre innanzitutto il ruolo di curare le patologie, non va semplicemente identificato come colui che toglie la patente” – conclude Giuseppe Insalaco.

1.Indagine realizzata da Edra attraverso sondaggio online su un campione rappresentativo di 32.000 medici di medicina generale (database Medikey)
2.“Il costo delle malattie: valutazione dell'impatto della sindrome da apnea ostruttiva nel sonno sull'economia italiana”, Sanità Pubblica e Privata, Maggioli Editore

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