Le donne italiane stanno sempre peggio: il 42% è stressato da problemi economici e lavorativi


Philips presenta i risultati rilevanti emersi dallo spaccato della ricerca Philips Index "La tecnologia al servizio della salute della donna".

ottobre 26, 2010

Come si sentono le donne italiane? Cosa incide maggiormente sul loro stato di salute e benessere? Cosa fanno per stare meglio? Quale il rapporto con le tecnologie che vengono in aiuto della salute? Sono questi alcuni dei quesiti analizzati dalla ricerca “Philips Index - La salute e il benessere degli italiani” condotta in Italia da AstraRicerche


Risparmi insufficienti (65%), spese per la salute ( 54%), timore di perdere il lavoro (43%) in cima alle preoccupazioni delle italiane; ancora poca la prevenzione.


Milano – Il 42% delle donne italiane –  circa 9 milioni - si sente peggio di 5 anni fa, con un’accelerazione dello stato di malessere dalla seconda metà del 2009: rispetto agli uomini si tratta di un 10% in più che manifesta insoddisfazione verso il proprio stato di salute. La causa principale viene individuata nello stress, lamentato come rilevante o addirittura drammatico, provocato in primis dalla crisi economico-sociale (72%) e dalle sue ripercussioni materiali, anche in relazione alle spese sanitarie presenti e future; al secondo posto l’ansia per gli eventi nel mondo (52%) e a pari merito il lavoro, per la precarietà o la conciliazione con la vita familiare (51%).
Questi i dati più rilevanti emersi dallo spaccato della ricerca Philips Index, che sono stati lo spunto per il dibattito “La tecnologia al servizio della salute della donna”. La tavola rotonda si inquadra nell’evento “Health&Wellbeing: la via che porta al benessere” organizzato da Philips a Milano dal 21 al 27 ottobre, che comprende una serie appuntamenti dedicati alla salute e alla qualità della vita.


La ricerca indaga inoltre il rapporto col medico e la frequenza con cui lo si vede. Se parliamo di problemi di salute specifici e quindi di consulti per una terapia, il 63% delle intervistate vede poco o mai il medico, mentre il 37% si fa visitare una o due volte l’anno. Il dato si abbassa drasticamente se ci riferiamo alla prevenzione: oltre la metà delle intervistate non fa nemmeno un controllo all’anno, il 20% non fa mai un check-up di controllo (4 punti in più degli uomini, in questo caso più attenti alla propria salute). Un altro 20% verifica il proprio stato di salute generale circa una volta ogni due anni, l’11% una volta ogni 3-4 anni.


Interessanti i risultati riguardanti l’approccio femminile alle tecnologie che vengono in aiuto della salute, quelle cioè che permettono di effettuare a casa propria, con comodo, analisi e attività che fino a poco tempo fa erano appannaggio esclusivo del medico e degli ospedali. Il 40% delle intervistate è moderatamente favorevole e il 34% lo è moltissimo; i punti di forza apprezzati sono la semplificazione della gestione quotidiana (70%, 3 punti in meno degli uomini) e la possibilità di avere controlli più frequenti (33%, 6 punti in meno degli uomini). Per il 20% inoltre si tratterebbe di un elemento che migliorerebbe il rapporto col medico. 


Nel corso della tavola rotonda sono intervenuti esperti e personalità attive nel campo della salute della donna.
 “Le donne – spiega Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da – vivono più a lungo degli uomini, ma si ammalano di più ed hanno un maggior numero di anni di vita in cattiva salute. La donna italiana ha sulle proprie spalle il lavoro, la famiglia ed anche il ruolo di care giver, cioè il compito di assistere il parente anziano che ancora resta in famiglia. Questo ha un peso fortissimo nella salute psichica della donna. Non a caso nel nostro Paese la  prevalenza di patologie psichiatriche nelle donne è del 7,4% contro il 3,1% negli uomini. Questi semplici dati sottolineano la necessità di una maggiore attenzione alla salute femminile, una attenzione non solo medica, ma anche culturale e sociale. Di questo riparleremo presto, quando presenteremo a fine novembre un completo ed esaustivo volume sulla salute di genere”.


“Dall’indagine presentata emerge la maggiore sensibilità e attenzione delle donne ai problemi della salute. Questo rilievo è forse in parte conseguente al fatto che le donne sono più informate e curiose sui temi della salute - spiega la dott.ssa Fossati-Bellani, Presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – Sezione Provinciale di Milano. “Invece il dato sulla prevenzione fa riflettere. Per noi che ci occupiamo di malattie oncologiche, dove la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali, questo significa che l’impegno della LILT nella sensibilizzazione e informazione nei confronti dei tumori femminili deve essere ancora più incisivo. La Lega contro i Tumori è da sempre attenta alla salute femminile con progetti e campagne dedicati, quali Smettere ti fa bella per le donne fumatrici, Donna Dovunque per le donne straniere che lavorano e vivono nel nostro paese, la Campagna Nastro Rosa, appuntamento annuale nel mese di ottobre  per la prevenzione del tumore al seno. Inoltre la nostra Associazione è al servizio delle donne con i 18 Spazi Prevenzione presenti in tutto il territorio di Milano e provincia. Si tratta di ambulatori, che di recente hanno ottenuto anche la certificazione ISO 9001- 2008, per visite ed esami diagnostici ai quali si accede con una prenotazione telefonica. La cultura della salute non deve però transitare verso una medicalizzazione ossessiva delle diverse fasi biologiche della vita della donna.” 


“ Il dato preoccupante della ricerca Philips sta nella bassa frequenza con cui le donne italiane si recano dal medico per un check-up” ha dichiarato Stefania Montemezzi, Direttore Dipartimento Interaziendale di Radiologia, Verona. “Tuttavia, l’adesione ai programmi di Screening mammografico mostra un trend in crescita negli ultimi anni anche se vi è ancora una differenza tra Nord (67%)/Centro(59%) e Sud (36%). Dai dati dell’Osservatorio Nazionale Screening emerge che la partecipazione ai programmi di Screening mammografico, in cui sono invitate le donne tra i 50 e i 69 anni, è maggiore nella fascia di età tra i 55 e i 64 anni; donne relativamente giovani, che hanno da più tempo maturato un interesse allo Screening, che quindi ci credono perché hanno potuto apprezzare l’efficienza e la qualità delle indagini diagnostiche in un contesto organizzato.

 

Inoltre, per quanto riguarda il tumore della mammella, vi è sempre una maggior consapevolezza dell’importanza dell’attività di prevenzione nelle donne giovani. Dall’ultima indagine condotta dal Sistema di sorveglianza PASSI risulta infatti che nella fascia di età pre-screening (40-49 anni) il 63% delle donne ha riferito di aver effettuato un mammografia preventiva almeno una volta nella vita.”
 

Per maggiori informazioni:

Sergio Tonfi
Corporate Communication Manager
Philips Italia
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E-mail: sergio.tonfi@philips.com

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Royal Philips Electronics

Royal Philips Electronics, Olanda (NYSE: PHG, AEX: PHI), è una società diversificata nel campo della salute e del benessere, il cui obiettivo è migliorare la vita dei consumatori con le sue continue innovazioni. In qualità di società leader nel campo dell’healthcare, del consumer lifestyle e dell’illuminazione, Philips coniuga tecnologia e design in soluzioni incentrate sulla persona, grazie a una profonda conoscenza delle necessità dei consumatori e alla propria promessa di brand, “sense and simplicity”. Philips, con headquarter ad Amsterdam, ha circa 116.000 dipendenti in oltre 60 paesi in tutto il mondo. Con vendite pari a 23 miliardi di euro nel 2009, la società è leader sul mercato nell’ambito delle soluzioni per le terapie cardiache, intensive e a domicilio, nonché per l’illuminazione a risparmio energetico e nuove applicazioni per l'illuminazione, oltre a soluzioni lifestyle per il benessere personale, con una solida posizione nel mercato dei televisori a schermo piatto, della rasatura e degli apparecchi per la cura personale, dei dispositivi per l’intrattenimento portatile e dell’igiene orale.
Per maggiori informazioni, consultare il sito www.philips.it/newscenter.

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